The end

Giugno 16, 2008 at 11:04 pm (Senza Categoria)

Questo blog chiude. Contro la mia volontà. Quattro persone di cui mi fido, o meglio fidavo ciecamente ne conoscono l’esistenza. Oggi ancora di più so che la mia diffidenza è una scelta giustificata e soprattutto giusta. Ho sbagliato a fidarmi di una di queste persone. Qualcuno che mi disprezza ed è liberissima di farlo, non mi importa, o meglio, magari mi fa anche star male, ma tanto non lo posso evitare, quindi non importa. Avrebbe potuto semplicemente evitare di sputtanarmi. Io fingo di non sapere nulla della sua vita, nulla delle cose che non vuole raccontarmi, porto rispetto ai suoi stupidi silenzi, al suo dolore. Ma lei non sa cosa sia il rispetto. Oggi lo so. Oggi la odio. Domani mi passerà forse. Ma oggi la odio. Non mi sento più libera di scrivere su questo spazio. Non che quello che ha fatto sia la fine del mondo, ma sono i cazzi miei, è la mia vita. Una violenza sulla mia vita e la mia libertà. Mi ha sottratto la libertà e il lieve piacere di poter avere un mio spazio, come l’avevo scelto, voluto, cercato, impostato. Mi sento amareggiata, infastidita e delusa. Purtroppo non ho altra scelta. Potrei dire ancora migliaia di cose. Ma credo che sarebbe stupido, mi farei solo prendere dalla rabbia. Quindi la chiudo qui, addio.

Permalink 11 Commenti

Sono forte

Giugno 10, 2008 at 12:50 pm (Senza Categoria)

Sono forte sono forte sono forte sono forte sono forte sono forte sono forte sono forte sono forte sono forte sono forte sono forte sono forte sono forte sono forte sono forte sono forte sono forte sono forte sono forte sono forte sono forte sono forte sono forte sono forte sono forte sono forte sono forte sono forte sono forte e se non sono forte fingerò di essere forte. Ma finché mi reggo in piedi e mi capita ancora di riuscire a sorridere sono forte. Un giorno forse crollerò. Anche se non posso permettermi il lusso di crollare. Devo essere forte. E allora continuo a ripetere il mio mantra. Sono forte sono forte sono forte sono forte sono forte…

Permalink Lascia un Commento

I know I was born and I know that I’ll die, the in between is mine

Maggio 30, 2008 at 11:37 pm (Senza Categoria)

Ricordo quella sensazione avvolgente, quel sangue caldo, lacrime rosse sulla mia pelle. I miei occhi vuoti, asciutti e doloranti, privi della luce della mia anima bambina, in fuga da un’angoscia troppo invadente. Nelle mie mani ho vissuto ed ero rabbia e dolore, tremito convulso. Ho annegato la mia mente in un odio liquido e appiccicoso per me stessa, trovando rifugio (o sollievo?) nelle mie vene nascoste, invisibile al mio sguardo allucinato e senza vita. Ho tagliato la mia pelle per guardarmi dentro, nella speranza di vedermi davvero e trovare la mia verità. Ma ho trovato solo sangue inacidito, a mostrarmi che ero viva, ma non vera. Ho guardato i miei confini, il mio involucro guarire e ho finto amore. Solo le mie cicatrici mi hanno vomitato addosso la verità, la mia falsità, una tirannia morbosa e asfissiante che ha esiliato il mio io in un cuore dimenticato e negato. Ombre nere dolorose hanno insozzato il mio corpo, trascinandosi con passo pesante nelle mie viscere, nei nervi, nella testa, calpestando la mia anima; dietro di sé hanno lasciato solo residui melmosi. Acqua, alcol e sangue nella loro impotenza mi hanno rinviato la mia immagine deforme riflessa nello specchio dei miei incubi. Poi un sorriso ha scaldato il mio cuore, sconfiggendo il gelo che lo umiliava e ho scoperto il calore del sole, più confortante di mille coltelli. Vivo ancora nelle mie mani. Sono forse capaci anche di carezze?

Permalink 1 Commento

E disgelo fu

Maggio 30, 2008 at 11:19 pm (Senza Categoria)

Sebbene sia tutto un casino, il lavoro poco, la fatica troppa, gli impegni talmente tanti da non avere il tempo di pensare (il che non è tanto male…), sebbene mi senta quasi costantemente una palla di rabbia (e non riesco a ricordare esattamente il perché), sebbene ormai sia quasi estate ed io non mi ero neanche accorta che fosse maggio (ormai giugno), finalmente la primavera è arrivata! Il sangue scorre ancora nelle vene, il mio corpo si regge ancora in piedi e mi ricordo ancora come si fa a sorridere. Welcome back Kat…

Permalink Lascia un Commento

A memory

Maggio 15, 2008 at 10:08 pm (Senza Categoria) (, )

Ho appena trovato una cosa scritta qualche mese fa, prima dell’autocensura degli ultimi tempi. Ricordo perfettamente ogni sensazione.

“Nella lotta per un attimo sei a distanza di bacio. Una paura irrazionale mi gela i polmoni e mi fa tremare i pensieri. Mi manca l’equilibrio e ritrovo la tranquilla distanza di sicurezza. Adesso, lontana nello spazio e nel tempo, la mia mente ritorna a quell’istante e si perde in una vertigine. Come sull’orlo di un precipizio, le tue labbra sono il centro della terra. Basterebbe una spinta, un errore di calcolo, un blackout del sistema di controllo. Resto ad assaporare questa sensazione di caduta libera, piccoli brividi mi solleticano la schiena nella primavera emozionale che solo tu sai regalarmi. Dentro me sei come la pioggia con il sole, sei un tremar di foglie, di mani e di desideri. Sei il bacio che mi ha salvato dalla notte buia che annichiliva il mio esistere. Anche se non sarai mai chi bacia, non soggetto ma evento. Chi mi bacia con la tua presenza è la vita, il sogno.”

Permalink 1 Commento

Policy of truth

Maggio 15, 2008 at 9:44 pm (Senza Categoria) ()

Mia cara Elle, per stasera mando affanculo il mio stupido senso di colpa nei tuoi confronti e mi vivo con leggerezza i miei sentimenti. Se posso essere sincera, devo ammettere che negli ultimi tempi ho “perso qualcosa”, dentro me è avvenuto un cambiamento che mi ha lasciato orfana di sensazioni che erano così vive, vivaci, piene, esaltanti e dolorose da sentire oggi un piccolo vuoto per la loro assenza. O quantomeno per il loro affievolirsi. L’affetto che provo…quanto mi infastidisce la parola affetto, mi sa di salumi più che di sentimenti…Il bene che provo per te è diventato più profondo. Ed era già immenso. Il nostro rapporto ha assunto forme e colori diversi. E mi piace. Non so dirti quanto. Non saprei dire se posso azzardarmi a chiamarla davvero amicizia, ma quello che c’è tra noi mi appaga già molto. Eppure stasera smetto di autocensurarmi, di cercare ancora e sempre di controllare tutti i miei movimenti emotivi. Perché finirei per cadere nuovamente negli stessi errori del passato, col rischio di ritrovarmi straziata da una delle mie solite interminabili morti interiori, che non hanno nulla di dolce e troppo di asfissiante. Che poi sarebbe talmente stupido, visto che proprio tu mi hai risvegliato dall’ultimo pericoloso annientamento. Sei stata il vento che ha portato in salvo la barchetta dal mare troppo calmo e troppo nero. Sono una sconsiderata quando si tratta di spingermi troppo al largo rispetto alle mie possibilità e alle mie risorse. Continuerò a tacere mia adorata compagna di strada e di sventure, che proprio non hai bisogno di qualcun altro che ti venga a rompere le palle e gli equilibri. A titolo gratuito poi. Stasera però non negherò ai miei occhi di socchiudersi né alle mie labbra negherò il sorriso pensando a te. Che il mio cuore consumi pure i suoi battiti e i miei polmoni conoscano dolci sospiri. Sono troppo stanca di essere falsa con me stessa!

Permalink Lascia un Commento

Giorni felici

Maggio 14, 2008 at 12:39 pm (Senza Categoria)

Oggi sono in uno stato di grazia. Nonostante tutto. Ritrovare nello specchio il mio riflesso sorridente è stata una piacevole sorpresa, ho tirato un sospiro di sollievo finalmente! Che giornata perfetta! Mi aspetta un po’ di lavoro, il sole non è troppo caldo, il vento non è troppo freddo, il mal di testa di mia madre mi permette di farle due carezze, i problemi di deambulazione di mio padre lo costringono sotto al mio braccio. Appago un poco quella fame di contatto che mi porto dietro dall’infanzia, quando fingevo invano di dormire per essere presa in braccio o mi ammalavo sempre invano per avere un po’ di attenzione. Oggi sono loro i miei bambini, ma tant’è…uno si accontenta. La mia relazione con C. va alla grande, Elle mi ha scritto un sms, sono stata in giro tutta la mattina leggera e felice, tutta presa da mille impegni. E non va tutto bene. E’ tutto lontanissimo dall’andar bene. Tra problemi insormontabili di carattere pratico, preoccupazioni, seghe mentali, delusioni, somatizzo al punto da camminare zoppa. Ma sia benvenuto il dolore fisico! specie se mi distoglie per un attimo da quello dell’anima. Non va tutto bene. Ma oggi sono in uno stato di grazia. E voglio godermelo fino in fondo. Buona giornata a tutti.

Permalink Lascia un Commento

Maledetto sentimentalismo

Maggio 8, 2008 at 10:40 pm (Senza Categoria) (, )

Dormi rannicchiata. Non so perché ma è una posizione che mi ha sempre fatto molta tenerezza. Tu dormi rannicchiata e io vorrei proteggerti. Che è quello che ho sempre voluto. Solo che ora vorrei proteggerti da me. Anche oggi sono stata capace di ignorarti, denigrarti, alzare la voce con te. Anche oggi ti ho dato un dispiacere. Se solo potessero morire nell’aria le mie parole, senza raggiungerti. Se solo i tuoi occhi potessero offuscare i miei modi bruschi. Se solo fossi capace di pensare prima di parlare quando sono con te, di non stare sempre sulla difensiva. Spero di non essere riuscita a ferirti oggi, nonostante tutto. Spero di riuscire più consapevolmente a non ferirti domani. Ti guardo così piccola e ho una stretta al cuore. E’ così difficile parlare con te. Non so più dirti che ti voglio bene. Anche se uno dei ricordi più dolci del mio passato è il tuo bacio della buonanotte mentre mi rimbocchi le coperte. Mi hai fatto tanto male e almeno altrettanto bene. Com’è normale che possa capitare tra esseri umani. Non sei perfetta tu e men che mai lo sono io. Oggi è stata una bella giornata. Mi sono sentita quasi felice per tanti motivi e in varie situazioni. E’ stata la prima bella giornata dopo tanta tristezza. Ma ora piango e mi sento in colpa per averla macchiata maltrattandoti. Ti prego dimentica. Dimentica la mia odiosità, la voce grossa, la mascella contratta e lo sguardo duro. E domani raccontami di un bel sogno che hai fatto stanotte. Prometto che farò di tutto per sorriderti. Buonanotte mamma… 

Permalink Lascia un Commento

I giardini di ma(ggio)rzo

Maggio 6, 2008 at 3:12 pm (Senza Categoria) (, , )

La mattina il mio quartiere sa di detersivo. Uomini in guanti gialli, scopa alla mano, spruzzatori, secchi, pezze. Con modi un po’ bruschi, talvolta affrettati, puliscono strade, vetri, negozi. Ricordo che anni fa una mia amica insisteva sulla differenza del modo di pulire tra uomini e donne. Mi rimproverava spesso di pulire come un uomo… Oggi mi ritorna alla memoria e capisco le sue parole. E soprattutto vedo il mio cambiamento negli ultimi anni. La donna che sto diventando. Stamattina stranamente cammino con le spalle dritte, i polmoni aperti, l’ossigeno mi riempie il cervello e mi sballa. Faccio un bilancio di questi ultimi dieci anni, di quel che è cambiato, di cosa è rimasto uguale. Le entrate e le uscite del mio carattere, delle mie emozioni, del mio percorso. Le conquiste, le battaglie. Gli oggetti smarriti. A volte mi sembra di aver perso più di quanto ho vinto. Eppure quel che ho vinto non è poco. Oggi mi dissanguo su un blog, ma almeno solo qui…sono capace di parlare, di ridere, di stare in una stanza insieme ad altre persone. Sono capace di lavorare, di gestire denaro, di guidare una macchina. Sono capace di dire ti amo. Ma a cosa serve se non credo nell’amore? A cosa serve se credo sempre di meno negli esseri umani? Più so parlare più apprezzo la mia capacità di tacere. Ho perso la mia innocenza. E a volte mi manca da star male. Perché niente più è lo stesso. E’ diventato tutto grigio. E ho paura di diventare grigia anch’io. Non so se è possibile ricominciare a credere. In qualcosa. Qualsiasi Cosa. Ritrovare un po’ di passione. C’era più passione nel mio pseudo nichilismo adolescenziale. Ora mi sento semplicemente persa. Non mi sento poi così diversa da quando non toccavo le persone perché mi sentivo bruciare. Anche se oggi adoro il contatto fisico. Sempre se sono io a cercarlo o se posso controllarlo ovviamente. Ma non è questo il punto. Oggi come allora mi sento confinata in un angolo irraggiungibile di me stessa, dove mi sono rifugiata, ripiegata, nascosta, annullata.

Caro Tom/Ted (o magari Alex..) ti rispondo qui sulla pagina principale. Io non ho la minima idea di come si faccia a urlare. La mia voce, quella voce, non so dove sia. Non so neanche se esiste. E mi manca il fiato anche solo a pensare di urlare. Mi prende una paura irrazionale. Per non parlare del terrore che mi assale davanti alle mani tese. Mi viene voglia di scappare a gambe levate. Non so perché e vorrei non sentirmi così, vorrei non essere così. Tutto ciò che so fare è rifugiarmi in quell’angolino buio in attesa di ritrovare la forza per ricominciare. Almeno per un po’. Vorrei trovare il coraggio di vivere (quello,ancora non c’è…).

Permalink 4 Commenti

Che ci faccio qui?

Aprile 29, 2008 at 9:11 pm (Senza Categoria) (, )

Dove per “qui” intendo la mia stanza buia, ma anche questo stato dell’essere che non riesco a definire. Oggi sono uscita a fare una commissione e, una volta finita, ho pensato di camminare un po’. Non ho fatto neanche cento metri che mi sono girata e sono tornata di corsa a casa. Questo mi spaventa non poco. Il problema non è stare in spazi aperti, perché esco a fare servizi o a lavorare quotidianamente. E non è neanche restare sola con me stessa, perché è così che trascorro buona parte della mia giornata. Anche adesso sono sola, senza ansie né paure. Il problema è questo buio che ho dentro, questa voglia di graffiare le pareti e il mio viso, di piangere a singhiozzi, questo desiderio di annullarmi. Perché mi sento nulla. Zero. Che però non è uno zero vuoto. Non riesco a spiegare, non riesco a capire. Mi sento un cubo di Rubik e non ho la soluzione.

Permalink 2 Commenti

Prossima pagina »